De morfosintatticae inutilitate (forse part 1)
1 07 2008Riemergo momentaneamente dalle acque dello Stige per esprimere il mio sdegno riguardo una spinosa questione che affligge da secoli lo studente di psicologia: l’esame mutuato con scienze umanistiche, linguistica generale. lo studente di psicologia, sfogliando il volume di De Mauro, linguistica elementare con esercizi e test di verifica, squote incessantemente il capo pensando tra se e se “non merito di abbassarmi a sostenere un esame di lettere”.
Non me ne vogliano gli amici iscritti a lettere che stanno comunque buttando al cesso la propria esistenza, ma linguistica generale è obiettivamente inutile alla vita umana.
Inoltre l’ingiustificata saccenza dei docenti di lettere si esplica in tutto ciò che toccano: prendiamo il volume “linguistica elementare”.
ELEMENTARE.
Con questo fuorviante titolo tu, professore plurilaureato in fuffa inutilizzabile, stai dando del ritardato a me, lettore che non comprende il motivo per cui all’inizio del paragrafo citi due aspetti della ridondanza fonologica e parti con la spiegazione del secondo, mentre il primo aspetto si perde nelle tue dimenticanze di vecchio stronzo con l’alzheimer pagato per scrivere un volume sul Nulla. La linguistica infatti fonda le sue basi sul nulla, visto che migliaia di particolarità individuali come zeppola ed erre moscia, con abile nonchalance, mandano tranquillamente a puttane secoli di teorie ipotizzate da gente che per evitare di battere il ferro nell’officina dello zio ha creato l’Alcolisti Anonimi della linguistica italiana aka il clan della Crusca.
Ehi, lo sapevate che intonazione si dice anche prosodia???
No??
Fa nulla, sono solo ridondanze per far incazzare la gente.
Gli esercizi di fine capitolo sono finalizzati ad indurre lo studente a rimurginare sulle leggi della fisica che conducono alla combo letale “incollamento della pagina alla mano + mancanza di attrito di quest’ultima alla penna causa sudore palmare derivato da calura da party modaiolo in memoria dei bambini morti con le Superga” -e sappiamo bene cosa si prova nel togliersi le Superga dopo una partita di calcetto a 13 anni.
Ovviamente il tutto condito da suddivisione in morfi, ovvero un’invenzione fottutamente arbitraria di una crew di coglioni che ha deciso che la frase “voglio morire” in realtà racchiude in se tutto un finora giustamente ignorato mondo di lettere che non significano un benemerito cazzo ed impercettibili accentini che l’orecchio umano fortunatamente ignora. Non esiste il Piccolo Popolo del sottobosco, puttane della fonetica.
Bene, per oggi ho terminato, salto nove capitoli e vado a quello sulla sodomizzazione tramite enclitici.
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Tag: linguistica psicologia fonetica de mauro
Categorie : high drama score

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