Sbam!

19 07 2008

Ieri guardavo “notte brava a Las Vegas”.
No, daccapo.
Ieri ero intenta a fissare Cameron Diaz in “notte brava a Las Vegas” e non potevo far altro che notare che una delle poche donne al mondo che stanno da dio con la deviazione al setto nasale ha deciso di diventare una mezza racchia in viso, visto che il nuovo naso è deforme. Se non rimedia a quest’orrore della chirurgia estetica, vado a Hollywood solo per sbatterle una porta sul grugno e farla tornare agli antichi fasti.
Vogliamo ricordarcela così:





De morfosintatticae inutilitate (forse part 1)

1 07 2008

Riemergo momentaneamente dalle acque dello Stige per esprimere il mio sdegno riguardo una spinosa questione che affligge da secoli lo studente di psicologia: l’esame mutuato con scienze umanistiche, linguistica generale. lo studente di psicologia, sfogliando il volume di De Mauro, linguistica elementare con esercizi e test di verifica, squote incessantemente il capo pensando tra se e se “non merito di abbassarmi a sostenere un esame di lettere”.
Non me ne vogliano gli amici iscritti a lettere che stanno comunque buttando al cesso la propria esistenza, ma linguistica generale è obiettivamente inutile alla vita umana.
Inoltre l’ingiustificata saccenza dei docenti di lettere si esplica in tutto ciò che toccano: prendiamo il volume “linguistica elementare”.
ELEMENTARE.
Con questo fuorviante titolo tu, professore plurilaureato in fuffa inutilizzabile, stai dando del ritardato a me, lettore che non comprende il motivo per cui all’inizio del paragrafo citi due aspetti della ridondanza fonologica e parti con la spiegazione del secondo, mentre il primo aspetto si perde nelle tue dimenticanze di vecchio stronzo con l’alzheimer pagato per scrivere un volume sul Nulla. La linguistica infatti fonda le sue basi sul nulla, visto che migliaia di particolarità individuali come zeppola ed erre moscia, con abile nonchalance, mandano tranquillamente a puttane secoli di teorie ipotizzate da gente che per evitare di battere il ferro nell’officina dello zio ha creato l’Alcolisti Anonimi della linguistica italiana aka il clan della Crusca.
Ehi, lo sapevate che intonazione si dice anche prosodia???
No??
Fa nulla, sono solo ridondanze per far incazzare la gente.
Gli esercizi di fine capitolo sono finalizzati ad indurre lo studente a rimurginare sulle leggi della fisica che conducono alla combo letale “incollamento della pagina alla mano + mancanza di attrito di quest’ultima alla penna causa sudore palmare derivato da calura da party modaiolo in memoria dei bambini morti con le Superga” -e sappiamo bene cosa si prova nel togliersi le Superga dopo una partita di calcetto a 13 anni.
Ovviamente il tutto condito da suddivisione in morfi, ovvero un’invenzione fottutamente arbitraria di una crew di coglioni che ha deciso che la frase “voglio morire” in realtà racchiude in se tutto un finora giustamente ignorato mondo di lettere che non significano un benemerito cazzo ed impercettibili accentini che l’orecchio umano fortunatamente ignora. Non esiste il Piccolo Popolo del sottobosco, puttane della fonetica.
Bene, per oggi ho terminato, salto nove capitoli e vado a quello sulla sodomizzazione tramite enclitici.





Pausa, ma senza Hag

9 06 2008

La realtà infligge danni incalcolabili alla web-nonvita. Non mi permette di elaborare nulla e conseguentemente questo blog resta desolantemente vuoto. Mi porta a comporre neologismi che terminano con -ino ogni qualvolta il mio ego è appagato dal mio tesoro, mi costringe a passare le mie giornate fuori casa senza poter sfiorare i tasti del mio amato fujitsu-siemens. Odierei la realtà, se mi chiamassi Marileda. Ma andiamo avanti.
Quando la mia distimia avrà fatto il pieno di MultiCentrum e Supradin e riuscirà a riprendere il sopravvento su questa inutile felicità cacciandola come fanno i messicani con gli emo, allora sarà tempo di ricominciare a creare.





Il macellaio (Alba Parietti approved)

18 05 2008

Nell’ormai consueta pagina dei fumetti trovate Sangue Bovino: l’ultimo, drammatico episodio di vita quotidiana della Vostra che, non paga di amarezze e delusioni che da sette mesi a questa parte la perseguitano (quindi ora potete anche smetterla di macumbarmi), cerca l’Amore (ma, a rigor di logica, lo si dovrebbe chiamare “furore orgiastico”) in un luogo che viene altresì considerato insignificante dal resto dell’umanità.
Tutto questo per dirvi gentilmente che, piuttosto che scrivere un post, mi faccio impalare da una gang di nani infojati.